Origini e descrizione dello yoga

Una disciplina millenaria che coinvolge corpo, postura, respiro, spiritualità. La filosofia di fondo è quella ayurvedica che contempla anche i sapori nella dieta, stile di vita. Lo Yoga è un universo che tocca la persona nel profondo, la ingloba e al contempo la libera, conducendola verso l’unità.

Le origini le rintracciamo nei testi: nei Veda, nello specifico nel Ṛgveda, termini correlati al termine yoga hanno il compito di suggerire agli uomini di “imbrigliare” i proprio pensieri e i propri vissuti per dedicarli con talento alle attività religiose e spirituali nelle tarde Upaniṣad vediche tale termine inizia ad avere dei significati più precisi e tecnici.

A cosa serve

Lo yoga è un percorso spirituale che si può intraprendere per le più svariate ragioni: alcuni si avvicinano a questa disciplina per riscoprire la respirazione, altri a seguito di un infortunio, altri ancora per la valenza meditativa, per migliorare il sonno o, come può accadere, anche per caso.

Anche l’incontro con chi ci guida nella pratica yoga varia a seconda delle circostanze: noi vorremmo solo ricordarvi che è importante andare verso chi ci nutre di parole valide a prescindere dall’aspetto fisico o dalle abilità di torsione e contorsione.

Molto spesso infatti di rischia di essere folgorati da una personalità e non si va a sentire se l’essenza dell’individuo che abbiamo di fronte risuona con la nostra.

Yoga è anche conoscersi, valutare se e come considerare i proprio limiti, assaggiare possibilità nuove di apertura, lasciarsi andare all’incredibile saggezza del corpo e del respiro. Lo yoga è l’unione con se stessi e con il resto attraverso una pratica completa ed equilibrata, rivolta al miglioramento generale delle proprie condizioni.

Come agisce lo yoga sul cervello?

Che lo yoga agisca sul cervello lo confermano ormai moltissimi studi che hanno preso in considerazione la questione di molteplici punti di cista:

  • Sarebbe stato dimostrato che la pratica aumenta il numero dei neuroni in alcune aree chiave come la corteccia visiva o la corteccia cingolata. Infatti, esami specifici hanno evidenziato un aumento della massa di materia grigia specialmente nelle zone correlate all’introspezione, alla coscienza di sé, alla compassione.
  • Lo yoga migliora l’efficienza dell’ippocampo, ovvero quell’area connessa alla memoria e all’apprendimento. Non a caso, è un’attività consigliatissima per coloro che studiano, tanto che alcune scuole all’avanguardia stanno conducendo sperimentazioni per inserirla all’interno dell’orario delle lezioni.
  • Rallenta inoltre l’attività dell’amigdala, la parte del cervello connessa all’ansia e allo stress. Questi due enormi nemici del benessere sono assai efficacemente combattuti dalla pratica che, lezione dopo lezione, insegna a domarli.

Da queste poche indicazioni, una cosa appare evidente: tutte le volte che vinciamo la pigrizia e frequentiamo il nostro corso di yoga non stiamo solo andando a praticare una salutare attività che ci mantiene in forma, ci rilassa e ci aiuta a stemperare lo stress. Facciamo anche un enorme regalo ad uno degli organi più importanti che possediamo, il cervello, e lo aiutiamo a mantenersi giovane e efficiente.